Champions League: Tonfo Napoli! Lo Shaktar vince con merito. Analisi a cura di Flavio Caputo

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Dove sei Napoli?
Il Napoli non è più il Napoli! Tre indizi fanno una prova. Gli azzurri non sono più quel giocattolo divertentissimo che nel girone di ritorno dello scorso campionato annichiliva chiunque ostacolasse il suo passaggio. Dov’ è la squadra che raccoglieva goleade e vittore in serie, tanto da far stropicciare gli occhi anche agli sportivi oltre il confine partenopeo?  Non lo sappiamo; è dura trovare spiegazioni a questa metamorfosi – in negativo – dal punto di vista del gioco.

Tyson & soci imprendibili
Oggi il Napoli – vittima - forse, di immotivati timori, ha prestato il fianco agli ucraini dello Shakthar che ha “tritato” la compagine azzurra  soprattuto dal punto di vista del temperamento, della rabbia agonistica. Avevano più fame loro. Più vivi nei contrasti, energici e anche validissimi a livello tecnico. Tyson & soci hanno puntato chiunque gli si presentasse difronte e, gli azzurri, in rare occasioni li hanno beccati. Imprendibili!  Sembrava avessero  l’ argento vivo addosso e, con l’aiuto dei terzini hanno tenuto il Napoli piuttosto basso e ad arrancare dietro di loro, specialmente nel primo tempo.

Azzurri molli
Approccio molle per i partenopei, fiacchi e - stranamente -  piuttosto disordinati dal punta di vista tattico: il centrocampo ben presto ha perso il confronto con quello ucraino; Hamsik è l’ ombra di se stesso, ha vagato per il campo e ha concesso praterie a Fred e Tyson che non si sono lasciati pregare e hanno attaccato gli spazi con impressionante cattiveria agonistica. Da un’ azione combinata - tra i due giocatori-  è nato il primo gol siglato da Tyson; nella circostanza non sono stati impeccabili nemmeno Koulibaly, in ritardo sulla chiusura , e Reina poco reattivo in tuffo. Gli uomini di Sarri  non sono mai apparsi in grado di rimettere la partita in carreggiata, fatiscenti e leggeri anche in fase offensiva:  Insigne poco ispirato e "stritolato" dalla fisicita’ di Srna ; mentre Milik, al cospetto dei due ruvidi centrali, ha avuto poche occasioni a disposizione e, quella che poteva regalare il pareggio, sul 2-1, l’ ha sprecata in malo modo. Hanno deluso un po’ tutti, privi di quella risolutezza che serve soprattutto in queste partite a questi livelli. Male anche Zielinsky , Callejon e Ghoulam, piuttosto distratto in occasione del 2-0 ucraino, e Reina - responsabile su entrambe le reti, in particolar modo sulla seconda.

Mertens e Allan indispensabili
Certo che la decisione di Sarri di tenere in panchina i due giocatori, forse, più in palla in questo momento nel Napoli, è stata piuttosto discutibile. In queste partite, in cui i tuoi avversari  scendono in campo con giocatori dal temperamento forte e abbastanza elettrici, è davvero complicato fare a meno di due giocatori che, oltre ad essere abili sul piano tecnico, hanno anche quella verve  che ti permette di caricare la squadra e tenerla “viva” anche da un punto di vista della grinta e dell’agonismo.
Mertens è il vero trascinatore di questa squadra, riesce - come pochi - ad addossarsela sulle spalle e, con la sua velocità e i suoi dribbling, è, forse,  l’ unico che può spaccare la partita in due. Non sarebbe stato meglio farlo giocare oggi e , casomai, tenerlo a riposo nel match di campionato  (almeno sulla carta più abordabile) di domenica col Benevento? E Allan? Perché riposa sempre lui e mai chi forse necessita di una bella pausa di riflessione?
Sono stati loro due, quando Sarri ha deciso di farli entrare, a dare un senso alla partita: il belga ha procurato il rigore che ha riaperto la partita e ha tenuto in costante apprensione la difesa ucraina, oltre ad aver rivitalizzato Insigne; mentre il brasiliano ha portato quella vivacità e quella dinamicità assente prima

Sarri e il turnover
La stima è sempre immutata per il tecnico toscano, ma la gestione del turnover non convince. Viene applicato poco e coinvolge quasi sempre gli stessi giocatori. E’ paradossale che giocatori come Mertens e Allan siano sempre i principali protagonisti della rotazione sarriana; un po’ come se Allegri facesse riposare piuttosto spesso Dybala e Khedira. I punti di domanda sorgono obiettivamente, anche perche’, poi, non riusciamo a intravedere stanchezza nei due giocatori partenopei. Sarri ne sapra’certamente più di noi, ma le domande sono lecite.


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