Cucina tipica romana: nduja, ragù e chelsea buns!


Dalla Calabria all'Inghilterra, passando per Bologna, senza muoversi da Roma. Il trittico di gare casalinghe con Crotone, Bologna e Chelsea rappresenta il primo crocevia della stagione giallorossa.

Innanzitutto una notizia di cinema e costume: tutto pronto a Rotterdam per le riprese del sequel di “Pacco, contropacco e contropaccotto”. Il regista ha deciso ieri sera quando gli hanno spiegato che è già la seconda volta che a Trigoria scartano il pacco del Feyenoord e, invece di  Karsdorp, salta fuori Karszop.
In bocca al lupo allo sfortunato terzino ma anche a Di Francesco che lo aspettava con ansia da quattro mesi e se l’è visto svanire come nebbia al primo sole.
Che dire su Roma vs Crotone? Il risultato lo sapete, quindi è presto detto tutto.
Una Roma stanca, supponente, al trotto, in cui solo Kolarov e Perotti sono degni di menzione, ha sconfitto di misura un Crotone solido, orgoglioso ed ordinato. Complimenti ai ragazzi di Nicola, la  salvezza è replicabile  per i calabresi.
Ah si, giusto,  forse il rigore su Kolarov, trasformato da Perotti con irritante flemma, non c’era.
Non riesco a spiegarmi come, nonostante la Var, si possa non dare il rigore contro l’Inter e dare questo.
Guardi l’azione, giudichi e agisci di conseguenza. Chiaro, limpido, cristallino se non fosse che la Var è strumento in mano all’umo, creatura bizzarra e dai molteplici livelli di capacità. Come a scuola c’era chi capiva alla prima spiegazione, nel calcio ci sono arbitri bravi ed altri che non sanno giudicare un episodio nemmeno con la moviola davanti. Mi piace pensarla così per scartare l’idea, che pure mi era venuta, che ci sia supponenza negli occhi di chi guarda, e che questa supponenza li porti a piegare ciò che rivedono a ciò che sono sicuri di aver visto.
Oddio, a volerla dire tutta a volte potrebbe essere anche malafede ( o compensazione per dirla con moderazione) , ma questa tesi era eretica in piena calciopoli figurarsi ora che “ci stringiamo tutti forte e ci vogliamo tanto bene”.
Ricordate? Era l’espressione di Caressa al mondiale del 2006. A proposito, il giorno in cui giudicherà generoso un rigore per la Juve, alla stessa velocità con cui , giustamente, l’ha fatto per quello assegnato alla Roma mi guardo tutta Domenica In, pubblicità compresa. Promesso.
Potrebbe succedere sabato alle 18.00 durante Milan Juve, per cui per me (per voi non so) è una fortuna che la prossima gara della Roma sia Sabato alle 20.45 all’Olimpico contro il Bologna.
Immagina di avere appuntamento con una ragazza che ti piace come il primo gol di Baggio a Italia 90. Fai la doccia incurante del problema siccità, shampoo e bagnoschiuma scorrono a fiumi, il deodorante a badilate (non sia mai l’emozione faccia sudare), spruzzi profumo come se l’armageddon fosse l’indomani, metti  i jeans nuovi, la maglia che sfina, gel a presa rapida, ti pettini persino le sopracciglia, esci di corsa perché sei già in ritardo…e trovi sul pianerottolo l’anziana vicina che ti trattiene per lamentarsi del bimbo del piano di sopra che piange la notte.
E’ sorda come una campana di ottone, non lo sente il bambino, ne sei certo.  Vorresti liquidarla in due secondi, con tre parole al massimo ma non ci riesci. Sei una persona educata, lei ha bisogno di parlare con qualcuno per cui stai lì, col corpo, e la ascolti. Anche perché se si accorge che con la mente sei da un’altra parte -le vicine anziane hanno fatto tutte dei corsi parauniversitari per imparare a capire queste cose- allora è finita per te, non smetterà più di parlare; quindi la cosa migliore è sorridere gentile, ascoltare, non contrariarla e, al momento opportuno, salutare. Onorare l’impegno e poi dedicarsi finalmente all’appuntamento galante.
La ragazza che aspetta e da cui non vedi l’ora di andare si chiama Chelsea, ma occhio alla vecchia bolognese o manda tutto a rotoli.

Angelo Spada