Focus Roma: col Bologna arriva il terzo indizio...e se tre indizi fanno una prova. A cura di Angelo Spada.

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Terza vittoria e terzo 1-0 per i giallorossi. La classifica migliora ma è presto per sorridere: troppi infortuni, uomini importanti fuori forma e gioco d’attacco basato solo sul guizzo dei singoli. Serve tempo per capire se il bruco diventerà farfalla

Nel calcio solo la matematica è deputata all’emissione di sentenze inappellabili.
Tutto il resto sono opinioni più o meno razionali, ma sempre sospese alla certificazione della scienza dei numeri. L’ultimo anello della catena poi sono le previsioni alla Capuano su Mertens, ma sono così rare che possono ritenersi trascurabili.
Le sole opinioni da tenersi in considerazione sono quelle che si creano quando, con competenza, si analizzano i fatti.
 Prendiamo la Roma: tre 1-0 consecutivi sono tre indizi importanti, ma ancora non danno nessuna prova sull’effettivo valore della squadra capitolina.
E’ come essere nel gruppo di testa al decimo km di una maratona e volersi sentir dire bravo.
Te lo dico se sei un idraulico, un cercatore di funghi, un pizzaiolo ma se fai il maratoneta non posso fare altro che aspettare!
A volerli leggere con attenzione, però, questi tre risultati identici delineano, con un certa precisione, la natura dell'allenatore giallorosso, le sue capacità tattiche e, soprattutto, umane.
Arrivato, tra lo scetticismo generale,  come uno “zemanino” con occhiali da astigmatico grave, Di Francesco si sta, invece, dimostrando un tecnico pragmatico e dalla vista davvero lunga.
Sa bene come vorrebbe veder giocare la Roma, ma gli è altrettanto chiaro che il percorso per vincere dando spettacolo è lungo, tortuoso, pieno zeppo di insidie ed al momento impraticabile.
Allora che fa? Cura maniacalmente la parte difensiva: tutti sanno alla perfezione cosa fare.
La modica sofferenza contro il frizzantissimo Napoli ne è la prova più tangibile.
 Gli automatismi sono talmente ben rodati che la squadra giallorossa prende pochissimi gol nonostante gli infortuni la obblighino a giocare sempre con difese diverse. Solo Peres appare ancora un pesce fuor d’acqua ma nessuno viene escluso dal progetto. Mai, in casa Roma, un allenatore aveva ruotato gli uomini con così tanta continuità ed intelligenza.
Primo non prenderle, poi, davanti, il materiale umano a disposizione permette di sperare nei gol anche senza quella fluidità di gioco tipica delle squadre del tecnico abruzzese.
Il racconto di Roma-Bologna è tutto qui: difesa attenta (con Alisson superstar su Di Francesco jr), centrocampo che bada al sodo e attacco sprecone ma dall'elevatissimo tasso tecnico.
 La Roma segna, si difende, attacca senza esagerare e porta a casa il terzo successo di fila contro un avversario ordinato, disposto bene in campo ma molto inferiore sul piano tecnico.
Tutto bene allora? Nemmeno per sogno.
Avere 20 squadre di cui 5-6 sono impresentabili, 8 discrete ma sempre battibili per le favorite della vigilia, sta svilendo il nostro campionato facendolo regredire verso un mini torneo in cui le uniche gare probanti sono quelle in cui si incrociano le quattro che andranno i Champions e le quattro che si giocheranno i tre posti in Europa League.
Questo riduce a 14-15 le partite in cui davvero si misurano valore ed ambizioni di una squadra e le si rilascia, o meno, la patente di candidata al successo finale.
A mio parere il problema principale della Roma è aver perso Salah: l’egiziano permetteva di trasformare ogni situazione in un pericolo, ogni palla recuperata in possibile assist, senza scordare che segnava anche molto.
Piangere sul latte versato è inutile (a proposito in bocca al lupo a Karsdorp), in assenza di controprova ogni opinione resta sterilmente tale,  ma, a mio parere, oggi nessuno rilascerebbe quella patente alla Roma.
 L’aver perso due scontri diretti in casa pesa troppo nel giudizio finale per cui bisogna ripetere l’esame; presentandosi con Strootman, Nainggolan, Defrel  e Schick preparati a dovere e ben inseriti nel gruppo, altrimenti la messa su strada restarà off-limits per il bolide giallorosso.
Ed il solo il saliscendi delle montagne russe servirà pure a far sfogare i tanti cavalli, ma non i tantissimi rimpianti.

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