NAPOLI: Milik era già stato venduto, le sliding doors della stagione azzurra


Il calcio, come la vita, cambia a seconda di scelte. Al momento sembrano facili e scontate, ma voltandosi indietro ci si accorge che nella banalità delle nostre azioni, si rivoluzionano gli accadimenti futuri in maniera inesorabile. 
Il primo infortunio di Milik aveva messo l' ambiente azzurro in forte depressione e sfiducia. L' abbandono di Higuain in favore della Juventus aveva lacerato i cuori dei tifosi e messo un punto interrogativo sul futuro del Napoli. De Laurentiis per rimpiazzarlo aveva puntato immediatamente su Mauro Icardi, ma Wanda innamorata e stabilizzata a Milano, aveva usato la trattativa per assicurare ulteriori introiti alle casse di famiglia, con tutti quei figli è comprensibile, ragionamenti da mamma!
Virata immediata sul giovane polacco dell' Ajax, descritto e raccontato come il nuovo Lewandwoski. Caratteristiche da attaccante moderno, potente ma anche capace di dialogare con i compagni. Diverso da Higuain, perchè il centravanti argentino, ha nel suo bagaglio tecnico la capacità di svolgere anche raccordo tra i reparti, una punta ma anche trequartista allo stesso tempo, c'è chi lo chiama falso nueve, chi punta moderna, ma le definizioni lasciano il tempo che trovano, il Pipita ha due piedi che gli permettono di fare quello che vuole.
Sarri nel ritiro di Dimaro 2016 era consapevole che con Milik avrebbe dovuto cambiare il modo di giocare della sua squadra. A inizio stagione, con il Polacco in campo, la soluzione praticata da Sarri era stata di accentrare gli esterni di attacco, in modo di sopperire alla mancanza di un centravanti di manovra. Banalizzando, era passato da un 4-3-3 a un 4-3-2-1. Poi a novembre 2016 l' infortunio in nazionale di Arkadiuz: 4-6 mesi fermo. Il Napoli il sostituto c'è l' aveva, di nome fa Manolo Gabbiadini. Talento relegato in panchina dall' incredibile vena realizzativa di Higuain. Tanti, anche lui probabilmente, hanno pensato: ecco, è arrivato il momento della definitiva consacrazione dell' introverso e talentuoso attaccante Bergamasco. Ma Gabbiadini non rende, sembra sempre un pesce fuor d' acqua nei meccanismi del Napoli. Poi l' espulsione e squalifica contro il Crotone mettono Sarri nella condizione di non poter scegliere: a giocare al centro dell' attacco ci andrà Dries Mertens, già provato in quel di Dimaro come centravanti.
 La storia della stagione scorsa la conoscono tutti. Il Belga ci mette poche partite a capire i movimenti del nuovo ruolo, inizia segnare a raffica, Gabbiadini torna a fare la riserva, a gennaio se ne va, ma il Napoli e Mertens girano alla grande. Con lui in campo la manovra ritrova fluidità, Insigne esplode definitivamente anche sollevato dalla fine della concorrenza con il 14 azzurro. Il Napoli non perde più, tranne che una partita con l'Atalanta e le due di Champions con il Real Madrid. Higuain diventa un lontano ricordo, la squadra sembra addirittura più rapida e coesa rispetto all' anno prima. Milik intanto ritorna dall' infortunio, ma per lui non c'è spazio. Quando a forza il mister glie lo concede, si capisce che oramai la strada segnata è un altra.
Finita la stagione il Napoli punta a confermare la rosa, nessun stravolgimento, né in entrata né in uscita. Milik è a parole al centro del progetto Napoli. Perché il ragazzo è forte e giovane, perché esiste il dubbio che Mertens non possa confermarsi a quei livelli, perché a fronte di 35 milioni versati nelle casse dell' Ajax è giusto continuare a credere in lui.
 Il Napoli va in ritiro e Sarri pratica due impostazioni di gioco, a seconda di chi mette al centro dell' attacco, il nano o lo spilungone. Ma quello che è chiaro è che il titolare è Mertens, Milik dovrà sudare e stupire per passargli davanti nelle gerarchie. Milik si rabbuia, capisce che la sua carriera è a un bivio. Anche il Napoli inizia a ragionare su come risolvere quella che poteva sembrare un alternativa tattica, ma sta diventando un problema. Sarebbe più utile in panchina un giocatore in grado di interpretare più ruoli offensivi, per far fronte a una stagione ricca di impegni e che parte con l' ambizione di vincere il campionato. De  Laurentiis è un uomo di azione e intuizioni. Il Marsiglia è pronto a prendere Milik, Garcia stravede per lui. La scelta è fatta, il polacco va via, si recupera la somma spesa. Per rimpiazzarlo non si può andare su una scommessa o un giocatore che ci metta tempo ad ambientarsi. Il Napoli chiude due volte per l' acquisto della nuova punta. Si accorda sia con Ferrero che con Lotito, affari fatti con tanto di intesa economica. Sia Keita che Schick sono considerati funzionali al progetto Sarri, più di Milik. Il problema è, come spesso è successo, i giocatori preferiscono altre mete. E' l' ultima settimana di mercato, non c'è più tempo. Si rimane così, Keita va al Monaco, Schick alla Roma e il 99 azzurro, anche forse suo malgrado, rimane sotto il Vesuvio. Se ne riparlerà a gennaio o direttamente a Giugno 2018.
Giuntoli intanto prende tra lo stupore di tutti Roberto Inglese, ma ha tutta l' aria di essere un operazione che giovi più alla fiscalità del Napoli che al progetto tecnico. Investire su un bene che non perde valore, invece che pagare tasse sulle entrate.
Le fortune o i disastri sono frutto a volte di casualità, a guardare oggi la situazione sembra che sia andata male un pò per tutti: Il Napoli è si primo ma si ritrova con poche alternative in avanti. Milik si è rotto il legamenti dell' altro ginocchio. Schick ha continui guai muscolari, come molti suoi compagni a Trigoria. Keita fa fatica a trovare una maglia da titolare con Jardim. 
Solo il tempo potrà decidere se le sliding doors che hanno riguardato i protagonisti di queste vicende hanno determinato la loro fortuna o malasorte. 
Magari Milik sarà l' autore, una volta tornato dall' infortunio, dei gol determinanti alla conquista del campionato, magari Keita con il tempo sarà protagonista in Ligue 1 e in Champions con i monegaschi, magari Schick confermerà quello intravisto lo scorso anno a Genova anche a Roma, di essere un potenziale top player mondiale.

L' unica cosa certa è che Gwyneth Paltrow è una gran figa, ai tempi delle porte scorrevoli ma anche ora versione milf...