Il derby della Lanterna: una partita a sè, una partita per il Grifone.


Affidarsi all'antico adagio "il derby lo vince chi ci arriva peggio" e al proprio numero 10, Gianluca Lapadula. Il mondo genoano si prepara alla sfida più importante della stagione confidando in un moto d'orgoglio della squadra e a una grande prova dell'oriundo. Il fiore all'occhiello dell'11 titolare del Grifone si caricherà sulle spalle una squadra in piena crisi di risultati ma non di gioco - come ha dimostrato la buona prova di Ferrara che però passerà agli annali come la settima sconfitta in undici gare di campionato - e provando a raccogliere le pesanti eredità di Milito e Palacio, i bomber "milanesi" che hanno tinto di rossoblù tanti derby della Lanterna. Se il potenziale offensivo doriano è da top 5, la difesa soffre di svariate amnesie che possono e devono essere sfruttate in questa gara delicata in cui l'atmosfera rovente di un Ferraris gremito potrebbe essere un fattore aggiuntivo, il dodicesimo uomo in grado di colmare le lacune tecniche tra le due compagini.
Genoa-Sampdoria sarà una questione di prospettive. Da una parte la squadra che giocherà in "casa" proverà a guardare il risvolto positivo anche nel buio della sconfitta e della bassa classifica; dall'altra l'armata di Giampaolo cavalcherà l'onda dell'entusiasmo che dura ormai da un anno e tenterà di mettere in luce i punti deboli rossoblù per fare sua la 183esima stracittadina della storia. Partendo dall'attacco e con l'innesto di Duvan Zapata i rossoblù non hanno acquisito solo centimetri e muscoli ma anche tanta velocità e cinismo. Izzo, Rossettini e Zukanovic saranno chiamati ad una prova impeccabile per evitare di seguire le orme del Chievo che ha sì impensierito Quagliarella e compagni per 45 minuti, ma che ha poi dovuto soccombere davanti alla qualità della squadra che ora occupa il sesto posto in classifica. Gli stessi Laxalt e Rosi assumeranno i ruoli di tezini in fase difensiva, quella che Juric dovrà curare con maggiore attenzione.
Il ritorno di Veloso rappresenta un recupero fondamentale nel contrasto di un centrocampo tanto dinamico quanto tecnico. Torreira, Linetty e Praet sfoggiano il loro calcio con una facilità che a tratti risulta disarmante, interpretando finemente un calcio basato sul possesso palla e la verticalizzazione, accentuato da Gaston Ramirez o Gianluca Caprari. Assistito da Bertolacci il portoghese, insieme a Taarabt e Rigoni, sarà impegnato nel compito di spezzare la catena di passaggio avversaria, ragionando a pochi tocchi al fine di servire il prima possibile uno dei trequartisti o mettere in moto la prima punta.

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