Marek Hamsik...amatelo meno se lo amate davvero...di F. Caputo


MAREK HAMSIK.....AMATELO MENO SE LO AMATE DAVVERO...
A CURA DI F. CAPUTO

L'amore che lega Hamsik e la torcida azzurra è un qualcosa di inscindibile. E' un legame speciale, un unione che supera tutto e tutti.
Hamsik approda a Napoli nell'estate del 2007, prelevato dal Brescia da Pierpaolo Marino (l'allora DS azzurro), che lo strappa al club del presidente Corioni per 5,5 milioni. E' uno dei primissimi acquisti della serie A partenopea "targata" Aurelio De Laurentiis. Fu presentato tra lo scetticismo generale dei tifosi, insieme ad Ezequiel Lavezzi, l' altro giocatore che poi rapì il cuore dei supporters azzurri.
Lo scetticismo dei primi tempi venne rapidamente sostituito dallo stupore positivo e dall' entusiasmo in virtù delle prestazioni più che brillanti dello slovacco, il quale (all' epoca appena ventenne) sembra giocare come un veterano, a tutto campo, a testa alta, e con una cattiveria agonistica rara per uno della sua età. Il pubblico partenopeo è conquistato dal ragazzo, tanto da eleggerlo presto come beniamino indiscusso insieme a Lavezzi. Ma in Hamsik, forse, i tifosi dotati di un particolare sesto senso su alcune questioni, ne intravedono le caratteristiche per diventare una vera e propria bandiera: fedeltà, professionalità, senso di appartenenza "partenopea" nonostante il sangue nordeuropeo. L' amore per il Pocho era più "calcistico" che altro, ma il rapporto tra la tifoseria e l' argentino era poggiata su una base di "diffidenza" piuttosto evidente. Marechiaro (così denominato dal capitano di quei giorni Paolo Cannavaro), invece, era ed è amato come un figlio, come un fratello, un' amore che non ha mai avuto "rallentamenti" per la maggior parte dei tifosi del Napoli. Un amore che va oltre il calcio, è l' amore che lega ancora, nonostante l' abbandono delle scene, Totti e i romanisti, Zanetti e gli interisti. Amori speciali, unici....
Hamsik, a detta di Marino in quei giorni, è un potenziale pallone d' oro degli anni a venire, c'è chi lo paragona a Gerrard, chi a Lampard, indubbiamente il giocatore c' è e gioca anche bene, ma già dal secondo anno nelle fila azzurre non sembra mantenersi sugli stessi standard della stagione di esordio: alcuni iniziano a denotarne un carattere fragile che lo portano a fallire quasi sistematicamente le partite più importanti, alcuni vedono in lui una scarsa propensione al contrasto, alla lotta. Si iniziano a registrare le prime chiacchiere da bar sul reale valore del giocatore.
Intanto gli anni passano, quasi tutti gli altri "beniamini" mostrano intolleranza alla piazza partenopea e vengono ceduti i vari Lavezzi, Gargano, Cavani , mentre  Marek resta, rifiuta varie offerte ed è sempre più amato nonostante gli "alti e bassi" calcistici; con la cessione di Cannavaro, poi, in concomitanza con l' arrivo di Benitez, diventa il nuovo capitano della Ssc Napoli. L' amore si solidifica ancor più, anche se le prestazioni di Hamsik, con lo spagnolo come allenatore, sono scadenti: Hamisk è l' ombra del giocatore ammirato nel primo anno, e in parte negli anni successivi; prestazioni insufficienti, che non fanno cambiare idea ai tifosi e non mettono alcun tipo di dubbio sul valore e sulle reali potenzialità del giocatore, anzi, la maggioranza dei tifosi fronteggia severamente, nelle discussioni sui social o dal vivo, tifosi stanchi delle partite del capitano e che cominciano a criticarlo anche in modo aspro. Benitez è il primo allenatore che gli cambia ruolo (gioca trequartista), ma soprattutto  ha il "coraggio" di fargli assaporare la panchina per più partite consecutivamente; mentre gli allenatori che si sono susseguiti prima di Benitez e cioè Reja, Donadoni e Mazzarri non hanno mai avuto  "la forza" di lasciarlo in panchina anche nei periodi di "magra". anche e molto probabilmente per la passione che i napoletani provano per questo ragazzo che si avverte anche all'interno dello spogliatoio e che condizionano chi deve fare determinate scelte anche "impopolari". Le giustificazioni inziano a sprecarsi: "Non c'è nessuno che lo può sostituire", oppure "Fa tanto lavoro oscuro che altri non vedono"; parole che suonano più come una scusante per non trattenerlo in panchina, più che una giustificazione "reale", parole comuni a tutti e tre i tecnici prima nominati. Benitez, invece, forse già "abituato" a platee di alto livello non sembra soffrire l' ascendente che Marek ha sui tifosi napoletani, ed un pò per il fatto che, indubbiamente, non riesce a dare alla squadra il gioco spettacolare che tutti si aspettavano, un pò per la gestione Hamsik inizia ad essere "antipatico" alla tifoseria, e il capitano sempre meno titolare con lui, deteriora maggiormente il rapporto tra il tecnico spagnolo e i sostenitori azzurri. Benitez dopo due anni di panchina azzurra se ne andrà, il capitano resterà, più amato che mai, incondizionatamente e indiscutibilmente.
Con l' avvento di Sarri, Hamisk di nuovo nel ruolo di mezz' ala, torna a brillare, seppur tra alti e bassi. Le partite importanti e giocate a ritmi alti, però, mostrano un Hamsik ancora e quasi sempre evanescente ed estraneo alla lotta. Le chiacchiere da bar continuano: quelli che vedono un Hamsik sopravvalutato, calcisticamente parlando, sono sempre di più, sono sempre di più coloro che lo ritengono un buon giocatore ma non il giocatore che tutti credevano e sperassero potesse diventare. Il futuro pallone d' oro che mai fu insomma....
Nonostante questo, la maggioranza dei napoletani è dalla sua parte, e lo difende ancora, senza voler sentire ragioni altrui. Un legame che va oltre le prestazioni, un legame che prescinde dal reale valore di questo giocatore. Un fuoriclasse per i più, una piazza incantata da questo ragazzo, una piazza che lo ha reso mito, ma che non gli ha mai fatto perdere umiltà e altri bellissimi valori. E' un amore che va oltre le critiche (sempre più acide di qualcuno), che va oltre la realtà dei fatti. Quest' anno Hamsik sta vivendo forse la stagione con i maggiori "bassi" da quando è a Napoli, in modo ancora più accentuato rispetto ad altri anni, ma la gente lo ama e lo "coccola" proprio come il primo anno. Un' amore commovente, un' amore indissolubile, che raramente si riscontra nell' epoca calcistica moderna. Tutto ciò è bellissimo, ma forse può proiettarsi contro il Napoli stesso, come un vero e proprio boomerang. Questa venerazione, questa mitizzazione di Hamsik, per quanto bella e poetica possa risultare, ha creato una sorta di intoccabilità, di immunità attorno al ragazzo di cui forse non ha bisogno, e che in fondo, non vuole e non cerca nemmeno lui. Forse per rivedere il vero Hamsik, quello che tutti abbiamo apprezzato in alcuni "spezzoni" della sua carriera napoletana, c' è proprio bisogno di sgravare il ragazzo da responsabilità, che per alcuni suoi aspetti caratteriali, può sostenere ma solo in parte. Chissà che qualche panchina in più non faccia bene al ragazzo, forse proprio il fatto di non sentirsi un intoccabile, un entità speciale, ma un giocatore come altri, può "rilassarlo". Hamsik è un gran bel giocatore, ma non è un fuoriclasse, un top player (ma da tale viene trattato), e non può di conseguenza dimostrare quello che non è,  non può mostrare quello che molti tifosi "innamorati" si aspettano o che vogliono credere, mentendo anche a loro stessi, che realmente mostri in campo. C'è gente che parla ancora di lui abbinandolo alla parola "fuoriclasse"; i numeri sotto il profilo dei gol e degli assist, indubbiamente, parlano per lui e su questo non ci piove e gliene va dato atto, ma si tratta pur sempre di un giocatore bravo, con doti tecniche buone, che a tratti sono diventate anche ottime. Ma Hamsik è un ragazzo d' oro, e va trattato esattamente come gli altri giocatori, anche per rispetto nei confronti di Marek stesso e verso coloro che lavorano tanto e sudano tanto (proprio come lui) per avere una chance da titolare, fatto che non avviene, con alta probabilità,  in virtù di questa sorta di intoccabilità di cui gode, e lasciatemelo dire, suo malgrado, il capitano azzurro. Forse per rivedere il vero Hamsik c' è bisogno proprio che venga trattato come gli altri, che venga messo in discussione proprio come succede agli altri, c' è bisogno che venga trattato per quello che vale davvero (che non è poco, ma neanche tantissimissimo), c' è bisogno che non venga trattato da mito, la veste di "mito" non appartiene a questo splendido ragazzo. Amatelo meno, se lo amate davvero!



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