4 maggio 1949-4 maggio 2017: passano gli anni ma non il ricordo degli Invincibili di Veronica Guariso

.embed-container { position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden; max-width: 100%; } .embed-container iframe, .embed-container object, .embed-container embed { position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; }
.embed-container { position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden; max-width: 100%; } .embed-container iframe, .embed-container object, .embed-container embed { position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; }

.embed-container { position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden; max-width: 100%; } .embed-container iframe, .embed-container object, .embed-container embed { position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; }

Un giorno che può sembrare come tanti altri, grigio all’improvviso e uggioso, ma il 4 maggio è un giorno speciale, il giorno della tragedia di Superga che colpì tragicamente il Grande Torino nel 1949, la squadra più forte all’epoca. È un giorno che chi ama lo sport sente, ma in particolare è nel cuore di tutti i tifosi del Torino. Ieri infatti, come ogni anno, si sono riuniti ai piedi della Basilica di Superga, per aspettare la celebrazione e poi andare assieme ai giocatori, la società, i parenti di alcuni dei Caduti e alcune vecchie glorie alla lapide. L’atmosfera era surreale: un giorno di pioggia, proprio come quel 4 maggio, un silenzio tombale, con Belotti emozionato che leggeva i nomi per la prima volta. La tensione e l’angoscia erano nell’aria, avvolgevano tutto. La pioggia non ha fermato la gente, anzi, ha reso l’atmosfera ancora più cupa e reale. Questo giorno regala emozioni uniche: salire e partecipare alla commemorazione è incomparabile, qualcosa che tutti dovrebbero vivere almeno una volta nella vita, perché stringe il cuore, toglie il respiro, fa scendere le lacrime, calde, sul viso delle persone che vengono invase da un sentimento vero, una tristezza concreta. Tutto per una squadra, che era molto di più di quello, rappresentava la possibilità di credere in un futuro migliore, di poter tornare alla spensieratezza, dopo una guerra dura e devastante. Tutto questo dato da uno sport, il calcio, e da chi ci ha creduto, rendendo possibile la rinascita dalle ceneri. Quella squadra era la più forte, inarrestabile, ma umana. E l’uomo, fatto di carne può morire, ma il suo spirito no. Gli Invincibili continuano a vivere infatti, nel cuore di tutti coloro che non dimenticano, ma li portano con sé ricordandoli ogni anno in questa data. Onore a loro.
.embed-container { position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden; max-width: 100%; } .embed-container iframe, .embed-container object, .embed-container embed { position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; }

.embed-container { position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden; max-width: 100%; } .embed-container iframe, .embed-container object, .embed-container embed { position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; }

Ti piace scrivere di calcio e fantacalcio? Pensi di capirne più tanti altri ? Entra a far parte nella redazione di VOTI FANTA.
Se sei interessato a partecipare e dare il tuo contributo scrivici un email dove ci racconti cosa ti interessa e cosa vorresti fare. Scrivici a votifanta.com@gmail.com

Lascia un commento

P