Gattuso: "Ora pensiamo partita per partita. Persi punti contro le piccole per mentalità"


Rino Gattuso commenta la vittoria del Milan al Dall' Ara contro il Bologna. I rossoneri si impongono per 1-2, tre punti fondamentali per la qualificazione alla prossima Europa League, viste le vittorie di tutte le dirette concorrenti. Le parole del tecnico del Milan nel post partita:

PARTITA SOFFERTA
"Non abbiamo sofferto, siamo arrivati quattro volte davanti al portiere e non l’abbiamo chiusa. Avremmo dovuto segnare di più, ma l’importante è creare occasioni in un campo difficile".

ATTACCO A SECCO
 "Dobbiamo continuare a lavorare, creare occasioni da gol e poi arriverà il momento in cui la butteranno dentro. L’importante è arrivarci, non posso rimproverare niente alla squadra. Poi se non si chiudono le gare ci vuole pochissimo per riaprirle".

SILVA IN PANCHINA
 "Non capisco la domanda. In questo momento ho fatto queste scelte, Cutrone ha tenuto bene il campo, poi ho inserito Kalinic. In questo momento la priorità è aver vinto qui dopo una brutta settimana. Poi darò la mia email ai tifosi e risponderò io a loro su queste cose".

PARTITA PER PARTITA
 "Pensiamo prima al Verona che col Benevento si è visto cosa è successo. Poi avremo la finale di Coppa Italia e poi penseremo all’Atalanta. Dobbiamo recuperare le energie, poi penseremo all’Atalanta, l’importante è non perdere punti per strada". 

MENTALITA' CONTRO LE PICCOLE
"Se andiamo a vedere la storia degli ultimi 4-5 anni del Milan, mancano punti con le cosiddette piccole. Nella mia gestione, contro i grandi club abbiamo fatto benissimo, contro le piccole è una questione di mentalità e di convincimento. Ma non è un caso che negli ultimi anni il Milan ha perso molti punti con le squadre dietro in classifica. Dobbiamo migliorare a livello di mentalità, come devo migliorare anche io che sono un allenatore giovane".

SQUADRA GIOVANE
"Quella era un’altra epoca, era un altro calcio. Quella era una squadra che all’inizio faceva fatica, un anno non siamo neanche andati in Champions, poi col tempo ognuno ha accumulato esperienza. Oggi a parte Zapata, Bonucci, Bonaventura e Rodriguez erano tutti giocatori nati dopo il 1994. Siamo giovani, la base per fare bene c’è ma dobbiamo fare esperienza". 


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